La confraternita dei dervisci — i celebri dervisci danzanti — fondata nel Duecento dal poeta mistico Rûmî,
si radica nell’universo simbolico del fenomeno mistico del sufismo.
Di questa declinazione mistica dell’Islam, sospesa tra simboli ed estasi, eros e ascesi, fede ed estetica— e nota in Occidente soprattutto per le ipnotiche danze di meditazione — parlerà
Alberto Fabio Ambrosio, domenicano, professore di teologia e storia delle religioni alla
Luxembourg School of Religion & Society e ricercatore presso il Collège des Bernardins (Parigi).Tra i massimi esperti di storia del sufismo ottomano e dell’Islam nella Turchia moderna, Ambrosio, che ha vissuto
per lunghi anni a Istanbul, ci introdurrà nella comprensione dei simboli — a lungo rimasti esoterici e indecifrabili —
di questa danza sacra e delle sue interpretazioni antropologiche.
È il corpo l’asse su cui si dispiega il delicato equilibrio tra materia e spirito, tra finito e Assoluto,
tra creatura e cosmo, tra cuore umano e amore divino.
Relatore
Alberto Fabio Ambrosio (O.P.) è professore di teologia e storia delle religioni alla
Luxembourg School of Religion & Society e ricercatore presso il Collège des Bernardins (Parigi).
Studioso del sufismo ottomano e dell’Islam nella Turchia moderna, ha vissuto a lungo a Istanbul.
«Il fine ultimo del sufi è quello di purificare la propria interiorità – specialmente la volontà
che si oppone a Dio – fino ad arrivare allo stadio di completa purificazione in Dio,
di annientamento nella divinità».
Informazioni
- Quando: Lunedì 23 febbraio 2026, ore 18.30
- Dove: Chiesa Nuova, Roma
- Titolo: Dervisci danzanti. Tra antropologia e mistica
