"Ama Dio e non fallire, fa' del bene e lascia dire" La vita di San Filippo attraverso i suoi "fioretti" con le voci di Miriam Spera e di Stefano Mondini Musiche di Tomaso Albinoni e Ottorino Respighi Antonio Gangemi, oboe P. Rocco Camillò C.O., oboe Accademia Musicale San Pietro P. Pierre Paul OMV, direttore29 maggio 2008
La fontana che è davanti alla nostra Chiesa riporta inciso il motto di San Filippo che dà il titolo a questa serata dell’Oratorio Musicale, conclusiva dei festeggiamenti nella Solennità del Santo. Amare Dio e fare del bene sono stati gli unici scopi della sua vita, e l’eredità che ha lasciato ai suoi figli spirituali. Per entrare nel mistero di San Filippo abbiamo sentito l'esigenza di completare con questo incontro quello dello scorso anno, Iesu mio, entrambi necessari per non correre il rischio di semplificare la figura del nostro amato Padre. L'incontro di questa sera ci racconta come la Grazia vada a portare a compimento tutto quello che c'è di veramente umano nella vita di una persona. Filippo conservò sempre l'arguzia fiorentina, l'amore per la burla, il senso dell'amicizia, il valore del sorriso, dell'abbraccio, della bellezza e lo Spirito Santo ha esaltato tutto questo, facendo di lui il Santo della Gioia. Tutto questo è stato reso in musica, in questa serata, dai concerti doppi di Albinoni, per 2 oboi e orchestra d'archi. Una musica giocosa, a tratti profonda e misteriosa, che ha accompagnato i "fioretti" della vita di San Filippo, frutto visibile del Filippo segreto, del Filippo che nel cuore della terra, nelle catacombe di San Sebastiano, tra le lacrime, implora ed ottiene da Dio il dono grande dello Spirito Santo, donato "senza misura". Quello che vale per molti libri, in cui i livelli di profondità di lettura sono diversi, vale per questi "fioretti": chi è esperto nelle cose dello Spirito ha letto in essi l'opera di Dio che ama prendere la carne libera dell'uomo per farne un Suo capolavoro. |